L'ho cresciuta come fosse un bocciolo di rosa e l'ho amata teneramente. Oh! Neppure puoi immaginare quanto. Lei era bella e dolce. Era mia sorella, e io, magra e gentile la tenevo tra le mie braccia fino a vedere i lividi, senza dire una parola. Mia madre era fragile, non era mai riuscita a stringermi a sé per proteggermi.
Cosa è accaduto? Oggi la guardavo e sentivo i brividi scorrermi lungo la schiena. Niente, non è rimasto niente, solo una donna grassa, cattiva e invidiosa, che tenta di dissimulare. Una narcisista manipolatrice.
Ogni parola pronunciata è una freccia avvelenata. Ogni sguardo torvo, un pozzo senza fondo di liquame viscido. Ogni azione calcolata per ottenere controllo.
È troppo.
Sono arrivata ad avere pietà di lei. Lentamente e inevitabilmente mi ha persa.
Guardo il paesaggio meraviglioso che mi circonda, sento il fresco sulla pelle, il rumore delle foglie del mio albero di prugne, e dentro la sensazione di avere preservato un tesoro che se potesse, distruggerebbe.
E penso: ogni scelta ha le sue conseguenze. Ognuno le proprie.
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