lunedì 15 giugno 2015

Neppure lei aveva capito...


La cosa straordinaria è stata il fatto di conoscersi da anni e anni, anzi da quando erano bambine. Erano amiche per la pelle, e soprattutto lei la metteva al primo posto nei suoi  affetti. Come una sorella, più di una sorella. Io ero stupita perché per quanto intelligente fosse, non si accorgeva di certe cose. E soffrivo. Possibile che la vedesse così bella dentro? Avrebbe dato la vita per lei che invece ne aveva distrutte molte.
Non so perché sia così difficile conoscere anche chi amiamo. In fondo il mostro è seduto accanto a noi. Tutti hanno una famiglia, amici e magari anche l'amore. Ma ogni persona malvagia o orribile può essere un diavolo travestito da angelo. E chi gli è al fianco potrebbe non accorgersene per lungo tempo.
Poi, all'improvviso, saranno stati dei cambiamenti in lei, si è resa conto di molte cose. Ha avuto una tale lucidità da chiamare le cose per nome, forse più di me che in qualche modo cercavo sempre di essere piuttosto morbida per non sembrare io il mostro.
Ho pensato che ognuno mostra la propria verità e che ogni persona, se vuole, può presentare solo un lato di sé ad uno a uno e l'altro all'altro. Era come un puzzle di cui ognuno ha un pezzo e non conosce tutto il disegno. Assurdo!
Eppure questo mi ha fatto molto riflettere.
Prima che si aprano gli occhi, per molti, ci vuole tempo. E non so perché, forse per buona fede, per amore, perché la verità fa male, perché davvero non si vede quello che c'è dentro. Non saprei.
Però una cosa è certa: presto o tardi la verità viene a galla. A volte dopo anni.
Ora lei ha capito e sempre ogni giorno piccoli dettagli che le mostrano con crudezza quello che non aveva mai visto. O che lei ha nascosto.
La domanda è: si diventa dei mostri oppure lo si è sempre stati? E' un embrione che cresce oppure qualcosa che si trasforma?
Io credo che non si può diventare quello che non si è...




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